Comprare oggi e pagare in seguito, spesso in tre o quattro rate e senza interessi, è diventato estremamente semplice. È questa la logica del Buy Now Pay Later (BNPL), una formula di pagamento sempre più presente negli acquisti online e nei negozi fisici.
La sua semplicità, però, può far perdere di vista un aspetto fondamentale: il BNPL è una forma di credito. La rata può essere piccola, ma resta comunque un impegno finanziario che deve essere rispettato.
Il problema nasce soprattutto quando si accumulano più acquisti a rate o quando, per una difficoltà economica temporanea, si iniziano a saltare le scadenze. In questi casi, un sistema nato per gestire una spesa contenuta può trasformarsi in una fonte di indebitamento più difficile da controllare, con possibili conseguenze anche sul futuro accesso al credito.
Cos’è il BNPL e come funziona
BNPL è l’acronimo di Buy Now Pay Later, letteralmente “compra ora, paga dopo” (hai presente quei servizi come Klarna, PagoDIL o la possibilità di pagare in 3 rate con PayPal?).
Il funzionamento è semplice: il consumatore acquista un prodotto o un servizio e, anziché pagare immediatamente l’intero importo, lo divide in più pagamenti successivi. In molti casi la prima rata viene versata al momento dell’acquisto e le successive vengono addebitate automaticamente sul conto corrente o sulla carta indicata.
Per esempio, un acquisto da 300 euro può essere suddiviso in quattro rate da 75 euro.
Il vantaggio percepito è evidente: anziché sostenere una spesa di 300 euro in una volta sola, si affrontano esborsi più contenuti distribuiti nel tempo. In molte formule BNPL non sono previsti interessi per il consumatore, anche se le condizioni cambiano a seconda del servizio utilizzato e possono essere previste commissioni o costi in caso di ritardo.
La Banca d’Italia sottolinea proprio questo elemento: il BNPL, anche quando viene percepito semplicemente come un metodo di pagamento, è una forma di finanziamento.
Perché il BNPL è diventato così popolare?
La crescita è stata particolarmente significativa negli ultimi anni.
Secondo una recente analisi della Banca d’Italia, la quota di famiglie italiane che ha utilizzato il BNPL è passata dal 4% nel 2022 al 30% nel 2025. Circa due terzi degli utilizzatori, tuttavia, vi ricorrono soltanto occasionalmente.
Anche i dati CRIF confermano la forte espansione del mercato: nel secondo semestre 2025 l’erogato BNPL in Italia è cresciuto del 23% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e del 220% rispetto al primo semestre 2022.
La diffusione del BNPL non è quindi necessariamente un fenomeno negativo. Il problema è come viene utilizzato e, soprattutto, se il consumatore considera ogni nuova rata all’interno del proprio bilancio complessivo.
Il vero rischio: tante piccole rate possono diventare un debito importante
Una delle caratteristiche che rende il BNPL particolarmente semplice da utilizzare è proprio l’importo contenuto delle singole rate.
75 euro per un acquisto possono sembrare facilmente sostenibili. Ma cosa succede se, nello stesso periodo, diventano:
- 75 euro per un acquisto di abbigliamento;
- 60 euro per un dispositivo elettronico;
- 100 euro per una vacanza;
- 50 euro per un altro acquisto online?
Il problema non è più la singola rata, ma la somma degli impegni mensili.
È questo uno dei principali rischi del BNPL: la facilità con cui è possibile distribuire diverse spese nel tempo può portare ad accumulare numerose dilazioni di pagamento senza percepire immediatamente il peso complessivo del debito.
La stessa Banca d’Italia evidenzia il rischio che il consumatore, meno frenato dall’esborso immediato, possa aumentare gli acquisti e accumulare più dilazioni, rendendo successivamente più difficile il rimborso.
In altre parole, il problema non è necessariamente la singola rata, ma la somma di tutte le rate.
Cosa succede se non si pagano le rate BNPL?
Saltare una rata non significa automaticamente diventare un cattivo pagatore o essere immediatamente segnalati in CRIF.
È importante evitare semplificazioni di questo tipo.
Le conseguenze dipendono dalle condizioni contrattuali del servizio BNPL utilizzato, dal numero e dalla durata dei ritardi e dalle modalità con cui l’operatore gestisce le informazioni creditizie.
In caso di mancato pagamento possono innanzitutto essere applicati costi, commissioni o interessi di mora, se previsti dal contratto. Inoltre, il ritardo può essere successivamente considerato nelle valutazioni sul merito creditizio.
La Banca d’Italia segnala espressamente che l’accumulo di ritardi nei pagamenti può avere un impatto negativo sulla reputazione creditizia del consumatore e rendere più difficile ottenere finanziamenti in futuro.
BNPL e CRIF: si viene segnalati automaticamente?
Non esiste una risposta valida per ogni operazione BNPL.
Uno degli aspetti caratteristici di questo mercato è stato proprio il fatto che le operazioni BNPL non siano state, almeno inizialmente, comunicate in maniera sistematica ai Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC) privati. La Banca d’Italia evidenzia tuttavia l’evoluzione del settore e il possibile cambiamento di questo quadro con la nuova regolamentazione.
Quando un rapporto viene invece comunicato a un SIC come quello gestito da CRIF, i ritardi possono diventare informazioni negative.
Per i finanziamenti presenti nel SIC di CRIF, ad esempio, il primo ritardo diventa visibile in caso di mancata regolarizzazione entro la seconda scadenza mensile consecutiva; prima della visibilità della segnalazione deve essere inviata una comunicazione al cliente. Per i ritardi successivi al primo, la segnalazione può avvenire anche per una sola rata.
Per questo motivo è scorretto pensare che “una rata BNPL saltata = segnalazione CRIF immediata”, ma è altrettanto sbagliato ritenere che le rate BNPL non pagate non abbiano conseguenze sul merito creditizio.
Perché una cattiva reputazione creditizia può creare problemi in futuro?
Quando si richiede un prestito, una banca o una società finanziaria valuta diversi elementi per stabilire se il finanziamento sia sostenibile e quale sia il rischio associato al richiedente.
Tra le informazioni che possono essere considerate ci sono anche quelle relative alla storia dei precedenti rapporti di credito.
Un comportamento caratterizzato da ritardi o mancati pagamenti può quindi rendere più complesso ottenere un nuovo finanziamento.
Questo non significa, però, che una segnalazione negativa comporti automaticamente il rifiuto di qualsiasi prestito. La valutazione viene effettuata caso per caso, sulla base della situazione complessiva del richiedente, del tipo di finanziamento, del reddito e delle politiche dell’intermediario.
Il punto fondamentale è quindi non arrivare a una situazione nella quale diversi piccoli debiti accumulati nel tempo limitano la possibilità di accedere a nuove forme di credito proprio quando se ne avrebbe maggiore necessità.
Il rischio di usare un debito per pagare un altro debito
Il BNPL può diventare particolarmente problematico quando viene utilizzato non più per gestire una spesa programmata, ma per compensare una temporanea mancanza di liquidità.
In questo scenario può instaurarsi un meccanismo difficile da interrompere:
una spesa → una rata → un’altra spesa a rate → un’altra rata → difficoltà di liquidità → nuovi debiti.
La situazione può peggiorare quando alle rate BNPL si aggiungono prestiti personali, carte revolving, finanziamenti finalizzati o altri impegni mensili.
La recente analisi della Banca d’Italia evidenzia proprio una maggiore presenza del BNPL tra persone finanziariamente più fragili e già indebitate, oltre a un ricorso significativo da parte di soggetti che presentano ritardi nel rimborso dei propri debiti.
Questo rende importante intervenire prima che tanti piccoli impegni diventino difficili da gestire contemporaneamente.
Cessione del quinto e cattivi pagatori: una possibile alternativa
Quando una persona ha accumulato diversi debiti e presenta una storia creditizia non positiva, può sembrare che l’accesso al credito sia definitivamente compromesso.
Non è necessariamente così.
La cessione del quinto presenta caratteristiche differenti rispetto a un normale prestito personale. È destinata a lavoratori dipendenti e pensionati e prevede il rimborso attraverso una trattenuta direttamente sullo stipendio o sulla pensione. La rata ordinaria non può superare il 20% dell’importo mensile percepito.
Proprio per le caratteristiche della forma tecnica e per le garanzie previste, la cessione del quinto può essere valutata anche nei confronti di persone che hanno avuto precedenti difficoltà nei pagamenti o segnalazioni negative nei SIC.
Questo, però, non significa che la cessione del quinto sia automaticamente concessa a chiunque sia stato segnalato come cattivo pagatore. Restano necessari i requisiti previsti, la valutazione dell’intermediario e l’approvazione della richiesta.
Consolidare i debiti con la cessione del quinto
Uno degli utilizzi possibili della cessione del quinto è il consolidamento dei debiti.
L’obiettivo è riunire più impegni finanziari in una soluzione di rimborso più ordinata, quando questa operazione è concretamente praticabile e approvata dall’intermediario.
Pensiamo, per esempio, a una persona che nel corso degli anni abbia accumulato:
- diverse rate derivanti da acquisti BNPL;
- un prestito personale;
- una carta revolving;
- altri piccoli finanziamenti.
Continuare a gestire separatamente ogni scadenza può diventare complicato. Una soluzione di consolidamento può permettere, quando prevista e sostenibile, di utilizzare un nuovo finanziamento per estinguere parte dei debiti esistenti e gestire un unico impegno mensile.
La cessione del quinto può quindi rappresentare una strada da valutare anche per chi arriva da una situazione creditizia complessa, compresi alcuni casi di cattivi pagatori.
Non si tratta, però, di cancellare il debito: significa eventualmente riorganizzarlo attraverso una nuova struttura di rimborso, valutando attentamente importo della rata, durata e costo complessivo del finanziamento.
Cessione del quinto: perché può essere interessante per chi ha avuto difficoltà con i pagamenti?
Rispetto a un prestito personale tradizionale, la cessione del quinto presenta una caratteristica fondamentale: la rata viene trattenuta direttamente dalla busta paga o dalla pensione.
Per il finanziatore questo meccanismo, insieme all’assicurazione obbligatoria prevista dalla normativa, contribuisce a ridurre il rischio dell’operazione.
Per chi ha avuto in passato difficoltà nella gestione dei pagamenti, può quindi essere una forma di finanziamento da prendere in considerazione anche quando un prestito personale tradizionale risulta più difficile da ottenere.
Naturalmente, la cessione del quinto non deve essere considerata una soluzione automatica ai problemi di indebitamento. Prima di sottoscrivere qualsiasi finanziamento è fondamentale verificare che la nuova rata sia effettivamente sostenibile e che il consolidamento produca un vantaggio concreto sulla gestione del bilancio familiare.
Dal BNPL alla cessione del quinto: quando conviene fermarsi e fare un’analisi
Il momento migliore per intervenire non è necessariamente quello in cui le rate sono già diventate insostenibili.
Se gli impegni finanziari iniziano a essere numerosi, può essere utile ricostruire la propria situazione complessiva:
Quanto pago ogni mese? Quanti finanziamenti ho ancora in corso? Ci sono rate arretrate? Ho già avuto segnalazioni nei Sistemi di Informazioni Creditizie? Quanto mi rimane realmente a fine mese?
Rispondere a queste domande permette di capire se si tratta semplicemente di una fase temporanea oppure se è necessario riorganizzare il debito.
Per un lavoratore dipendente o un pensionato che si trova in una situazione di questo tipo, la cessione del quinto può essere una delle soluzioni da valutare, anche quando la storia creditizia presenta elementi negativi.
BNPL: meglio usarlo con consapevolezza
Il Buy Now Pay Later non è, di per sé, uno strumento da evitare.
Può essere utile quando viene utilizzato per una spesa programmata e quando il consumatore ha la certezza di poter sostenere tutte le rate fino alla scadenza.
Il rischio aumenta quando la facilità di acquisto porta ad accumulare numerose dilazioni o quando il BNPL viene utilizzato per coprire una situazione di liquidità già problematica.
La regola più semplice è quindi anche la più importante: prima di guardare quanto costa la singola rata, bisogna guardare quanto ammontano tutti gli impegni mensili.
E se i debiti si sono accumulati nel tempo, non bisogna dare per scontato che una segnalazione negativa impedisca qualsiasi possibilità di riorganizzare la propria situazione finanziaria. Per lavoratori dipendenti e pensionati, la cessione del quinto può rappresentare una soluzione da approfondire anche in presenza di precedenti difficoltà creditizie, sempre subordinatamente ai requisiti e all’approvazione dell’intermediario.
FAQ
Se non pago una rata BNPL vengo segnalato in CRIF?
Non necessariamente. La segnalazione dipende dal rapporto e dalle modalità con cui l’operatore comunica i dati ai SIC. Per i rapporti presenti nel SIC di CRIF, il primo ritardo diventa visibile secondo le regole previste per i SIC, in particolare in caso di mancata regolarizzazione entro la seconda scadenza mensile consecutiva.
Una segnalazione negativa impedisce di ottenere un prestito?
No, non automaticamente. La storia creditizia è uno degli elementi utilizzati nella valutazione della richiesta, ma ogni domanda viene analizzata sulla base della situazione complessiva del richiedente e delle politiche dell’intermediario.
Posso ottenere la cessione del quinto se sono un cattivo pagatore?
La cessione del quinto può essere accessibile anche a persone con precedenti difficoltà nei pagamenti o segnalazioni negative, ma non esiste una concessione automatica. Occorre possedere i requisiti previsti per la cessione del quinto e ottenere l’approvazione dell’intermediario.
Posso usare la cessione del quinto per consolidare i debiti?
La cessione del quinto può essere utilizzata, quando previsto e approvato, per operazioni di consolidamento o per estinguere finanziamenti preesistenti. È necessario valutare caso per caso la situazione debitoria, la sostenibilità della nuova rata e il costo complessivo dell’operazione.
